Minzolini: “Sugli ascolti del Tg1 leggo una montagna di imprecisioni”

di Redazione Commenta

Giustificare il calo degli ascolti del suo telegiornale è l’ultima ossessione di Augusto Minzolini. Il direttore ritiene di aver contribuito al rilancio del Tg1 a dispetto dei tanti detrattori che evidenziano un brusco calo d’ascolti a favore del Tg5 di Mimun (Fonte Agi):

Su alcuni giornali di oggi al di la’ di una montagna di imprecisioni si fanno delle affermazioni gratuite oltreche’ non vere. Si parla di crollo degli ascolti del Tg1. Ebbene sabato scorso il Tg1 nelle edizioni delle 13 e 30 ha avuto uno share superiore al Tg5 del 9,4 per cento e la sera del 3,9. La domenica alle 13.30 un 9,3 per cento rispetto al Tg5, mentre la sera per via di un traino che ci ha lasciato all’8 per cento abbiamo, com’e’ noto, perso di quattro punti. Ieri abbiamo vinto sia al mattino che alla sera.

Ha proseguito:

Ancora piu’ stupefacente e’ anche la storia della sconfitta subita da parte del Tg3: intanto perche’ in termini di ascolto il Tg1, anche nelle condizioni date, ha avuto piu’ telespettatori del Tg3; in secondo luogo perche’ il risultato del Tg3 e’ stato determinato dalla programmazione su Rai1 in quell’orario di quella trasmissione di commento al Gran premio di Brasile, di cui il sottoscritto non ha colpe, che ha registrato il 7 per cento (normalmente l’Eredita’ raggiunge uno share del 23) e che ha fatto si’ che una parte della platea si trasferisse su Rai3.

E concluso:

Quest’anno il Tg1 ha perso sul Tg5 per sei volte; lo scorso anno una volta. Ebbene nella gestione dello stimatissimo Riotta ha perso 4 volte il primo anno e 4 volte il secondo (in tutto 8 volte). Se andiamo indietro nel tempo poi i crolli sono stati veri e clamorosi: nel 2001 il Tg1 ha perso 32 volte sul Tg5; nel 2002 ha perso 128 volte; nel 2003 ha perso 24 volte; nel 2004 ha perso 15 volte; nel 2005 ha subito altre 70 sconfitte dal Tg5; nel 2006 ha perso 18 volte. Numeri ben diversi da quelli della mia gestione e, come anche i giornali sanno, la matematica non e’ un’opinione.

Photo Credits | Getty Images

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