La Prova del Cuoco – Pronti, cuochi, via! (seconda parte)

di Valeria Croce 1

La Prova del Cuoco è il programma di cucina più apprezzato e seguito dal pubblico di casa nostra. Al debutto era condotto da Antonella Clerici che ben presto ne è diventata il simbolo. La conduttrice con le sue gag e il suo spirito allegro e gogliardico ha saputo incarnare l’italiano chiacchierone e buongustaio conosciuto in tutto il mondo.

A dicembre del 2008 l’Antonellina nazionale è stata sostituita da Elisa Isoardi, giovane promessa della tv italiana. Le due conduttrici hanno avuto delle validissime spalle che si sono alternate per tutte le edizioni del programma: in primis Beppe Bigazzi – esperto intransigente e profondo conoscitore della nostra tradizione culinaria – Anna Moroni – frizzante casalinga dalle dote culinarie invidiate dai più – Gianfranco Vissani – famoso cuoco televisivo – gli chef che si alternano nella gara con i concorrenti  e Adua Villa e Alessandro Scorsone – sommelier esperti e competenti.

Questi co-conduttori sono stati e sono per le due conduttrici punti di forza che hanno permesso loro di arricchire lo svolgimento del programma in modo allegro e conviviale. Naturalmente il ruolo delle conduttrici resta quello di filo conduttore tra le varie parti del programma e tra i diversi protagonisti. Il modo di rivolgersi al pubblico a casa è semplice e comprensibile, solo durante Il torneo dell’uovo d’oro il linguaggio assume specificità tipiche della cucina tale da attribuire maggiore autorevolezza ai cuochi e ai giurati.

Se Antonella Clerici era Deus et Machina del programma, sempre presente in ogni passaggio e in ogni rubrica, Elisa Isoardi spesso delega alcune parti ai suoi “aiutanti” coinvolgendoli e delegando loro spesso e volentieri. L’esperienza della Clerici ha senza dubbio contribuito a fare de La Prova del Cuoco un programma di successo permettendogli di reggere molto bene il contraccolpo del cambio di guardia. L’arrivo della Isoardi ha messo pò di pepe che non guasta mai!

Commenti (1)

  1. e dove sarebbe questo pepe? io non l’ho visto al contrario ho visto una trasmissione noiosa soporifera e ripetitiva persino nella lingua italiana dove si usavano sempre le stesse espressioni: che bello, che buono, rifatelo a casa

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