Recensione: Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie

di Diego Odello 1

Mr. Magorium (Dustin Hoffman) è un uomo di 243 anni, proprietario di una bottega magica di giocattoli, che ha smesso di invecchiare a 65 anni, dopo aver comprato, in un negozio in Toscana, uno stock di scarpe. Il problema consiste nel fatto, che ormai anche l’ultimo paio si sta usurando e per questo motivo deve partire (è giunta l’ora della sua morte) dicendo addio alla sua vita, alla sua bottega e a tutte le persone che gli stanno attorno.
Molly Mahoney (Natalie Portman) è la direttrice del negozio di Mr. Magorium. Il suo sogno è di diventare una grande musicista, ma non è in grado di realizzarlo perché non crede in se stessa, ha paura di rischiare. Lei è designata ad ereditare il negozio, ma l’anima dello stabile si rifiuta di accettarla come tale perché capisce che la ragazza ha perso la sua capacità di sognare e quindi non è più in grado di portare avanti la magia.
Henry (Jason Bateman), detto il mutante ed Eric (Zach Mills) sono rispettivamente un contabile assunto da Mr. Magorium per valutare il valore dell’immobile, ligio al dove ed incapace di lasciarsi andare, e un bambino, amante dei cappelli, che non riesce a fare amicizia con i suoi coetanei, ma è capace di sognare e caparbio nell’impedire la vendita del negozio.
Questo e tanto altro ancora è Mr. Magorium e la bottega delle Meraviglie.


Il primo film di Zach Helm è una favola bella, ricca di grandi valori morali, mai bigotta e mai scadente, ricca di citazioni a grandi film del genere come Mary Poppins (il grande libro dei giocattoli così come la borsa che Eric porta in ospedale da Mr. Magorium sembrano senza fondo come quella della famosa tata del film Disney), Willy Wonka (i protagonisti dei due film sono fuori dal normale, hanno una fabbrica che lascia senza fiato i bambini, li attira, realizza i loro sogni) e Toys (l’idea di dover salvare i giocattoli e quello che rappresentano, anche se in questo caso la minaccia è una società che non crede più nei sogni, mentre nel film con Robin Williams è uno zio cattivo che vuole trasformare i giocattoli in armi).
Ci sarebbe tantissimo da dire di questa bellissima favola dei nostri tempi: si potrebbero fare apprezzamenti sulla musica, sempre adatta e insostituibile compagna dei momenti più drammatici, parlare di un’altra ottima interpretazione di Dustin Hoffman in un ruolo non suo, descrivere la tenerezza che creano gli oggetti del negozio magicamente animati, da Kermit dei Muppets alla molla che ha paura di scendere col suo moto perpetuo, dal cubo di legno (elemento fondamentale del film) al peluche che abbraccia il contabile, sottolineare la grande poesia dell’aeroplanino di carta che accompagna in volo i momenti di solitudine del protagonista, raccontarvi della ricerca continua del particolare (le mani di Molly, le scarpe di Mr. Magorium, i cappelli di Eric), ma non vi farei cogliere l’essenza del film, cioè la morale che accompagna, come in ogni favola che si rispetti, il lieto fine.
La morale della storia è che ogni secondo bisogna viverlo a colori (il muro rosso del negozio, alla notizia di essere venduto, diventa nero e neri diventano tutti gli oggetti colorati all’interno dello stesso), sognando, cercando di avere fiducia in se stessi e nei propri obiettivi. Sognare è il dono più bello che ci è stato fatto ed è una capacità che si ha a tutte le età. Non bisogna aver paura, non bisogna guardarsi indietro, ma girare la pagina e lasciare che una nuova storia inizi, perché come dice Mr. Magorium:“La nostra vita è un occasione e non bisogna lasciarla scappare”.
Concludendo: al film si può trovare un unico difetto, ossia di avere una storia già vista, con tanto di finale americano, ma tutti i pregi elencati ( tra l’altro non dimenticatevi di notare i riferimenti artistici ad Art Noveau, realismo e surrealismo), fanno nettamente pendere l’ago della bilancia a favore del film.

Adatto ad un pubblico giovane e a tutti coloro che condividono il piacere di sognare e credetemi, con Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie è difficile non farlo.

Commenti (1)

  1. Questo è un film veramente sorprendente.
    Come ho già detto Hoffman è un grande attore,il suo personaggio è magico ed ha sempre un sorriso per tutti, anche per la morte.
    Il film offre mille spunti di vita,basta cercare noi stessi.

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