Recensione: La setta delle tenebre

di Diego Odello 3

Sadie (Lucy Liu) è una giornalista, che indagando sul mondo della notte, si imbatte in una setta di vampiri (mezzi zombie, perché invece di succhiare il sangue, mangiano direttamente i corpi), capitanata da il fascinoso Bishop (James D’Arcy). Caso vuole che due dei suoi adepti provi a mangiarsi Sadie, senza riuscirci, ma trasformandola comunque in vampiro.
Il detective Rawlins (Michael Chiklis) è un padre alla ricerca della sua unica e amata figlia, anch’essa finita involontariamente (per colpa della sua amica) nella setta e trasformata in vampira. I due protagonisti si incontrano e fanno un patto: la giornalista aiuterà il poliziotto a ritrovare la figlia se, una volta fatto fuori Bishop, lui la ucciderà per porre fine al suo vampirismo (cosa che in alcune scene non le sembra spiacerle).
La setta delle tenebre (Rise) è un pessimo horror diretto da Sebastian Gutierrez, che ha molte ragioni per non essere visto: la trama, l’assenza di tensione e alcune scelte soggettivamente sbagliate.


La trama è lineare, banale, che non aggiunge nulla di nuovo al filone cinematografico dei vampiri, se non il fatto che quelli del film sono mezzi zombie. Il film come inizia finisce, senza colpi di scena, con qualche momento erotico qua e là a cercare di rafforzare un clima da casa degli orrori del luna Pak (che forse fa più paura). L’idea principale del film: una setta in cui se entri non puoi più uscirne non attrae e la scelta di accentrare tutto su Lucy Liu non basta a far decollare il film, che forse, se avesse avuto qualche momento più adrenalinico, magari dando maggiore spazio al bravo Michael Chiklis (il poliziotto corrotto protagonista di The Shield), avrebbe ottenuto qualcosa di più da una trama vuota e poco credibile (gente che si lancia giù dai cavalcavia in autostrada senza che capiti niente; lo charmoso Bishop, che riesce ad attrarre a sé tutte le donne come se fosse il novello Vlad, ma senza avere il minimo spessore).
Uniche nota di colore, in novanta minuti di noiosa pellicola, è la presenza di Marylin Manson nel cast, nella parte del barista e la frequente presenza di Lucy Liu senza veli, che tenta di coprire la voragine di nulla creata dalla trama, senza riuscirci. Il problema forse è proprio nella scelta del tema, i vampiri, che ormai è stato esplorato in mille modi e non lascia spazio a troppe novità, se non si ha la creatività necessaria e in La setta delle tenebre è palese che la creatività è stata proprio dimenticata.
Concludendo: se volete guardare qualche film di vampiri che valga la pena di essere visto, non spendete soldi per questo film da Home Video, ma semmai investiteli nella trilogia di Blade e nei due Underworld se cercate azione e basta, oppure in film eccellenti come Dal tramonto all’alba, Nosferatu e Intervista col Vampiro.

Commenti (3)

  1. Che razza di film è? Non c’è suspance, tutte cose già viste, stavolta il film è peggio che mai, noioso, piatto, senza dialoghi interessanti. Più che la setta delle tenebre sembra la comunità di recupero di Igiene mentale.

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