All Music cambia in Dee Jay Tv?

All Music diventa Dee Jay Tv? Ipotesi tanto suggestiva quanto probabile come viene ventilato da un recente articolo di Italia Oggi. Non c’è dubbio che dopo le ultime vicissitudini la cui conseguenza è stata la chiusura a marzo degli studi di produzione con relativo licenziamento di 29 tecnici, l’emittente avesse bisogno di una forte scossa, da leggere come rinnovamento, al punto da sacrificare il marchio nato nel 2004 dalle ceneri di Rete A.

Dopo le continue voci di cessione, ripetutamente respinte dalla direzione, è giunto il momento per l’amministratore delegato del Gruppo Espresso, Monica Mondardini di “valorizzare l’asset” come si dice in gergo tecnico, alla luce dei non brillanti risultati dell’azienda editoriale storica proprietaria tra gli altri marchi del quotidiano La Repubblica. Nella seconda parte del 2009 i ricavi netti consolidati del Gruppo sono scesi a 449,3 milioni, con una flessione del 17,3%, mentre i ricavi pubblicitari, pari a 246,2 milioni, mostrano una riduzione complessiva del 23,8%, con un andamento del secondo trimestre (-21,3%) in leggero miglioramento rispetto al trimestre precedente.

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AMPTP: i produttori USA contro la SAG

L’AMPTP (Alliance of Motion Picture and Television Producers) è una delle più importanti associazioni di produttori americane, nata nel 1960, rappresenta oltre 350 società di produzione tra cinema e televisione nell’ambito delle vertenze sindacali con gli attori. La sede è a Encino in California, l’attuale presidente Nick Counter.

La posizione dell’AMPTP nei confronti della SAG, unica a non aver accettato il nuovo contratto degli attori è stata sempre forte e decisa. All’indomani della firma con il sindacato AFTRA (American Federation of Television and Radio Artist), con cui la SAG condivide 4400 membri, i vertici dell’AMPTP dichiararono: “Apprezziamo il voto di fiducia degli attori per l’accordo che abbiamo raggiunto con l’AFTRA, ci auguriamo che dimostri ai leader della SAG che è possibile stilare nuove relazioni economiche così come abbiamo fatto con gli sceneggiatori, i registi e gli attori, e che non c’è spazio per uno sciopero, che sia di fatto o reale“.

Aggiungendo inoltre: “A nostro avviso, questo rifiuto dell’offerta è l’ennesima dimostrazione che i leader della SAG hanno intenzione di mettere a rischio la quiete. Ogni ulteriore ritardo nel raggiungimento di un accordo globale ragionevole è un affronto nei confronti delle migliaia di lavoratori della nostra industria che sono stati già gravemente lesi da uno sciopero

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SAG: il sindacato della discordia

La recente vicenda del possibile sciopero minacciato dagli attori Usa, ha riportato agli onori delle cronache uno dei più importanti sindacati dello show business d’oltre oceano: la SAG (Screen Actor Guild) che rappresenta 120.000 lavoratori del settore cinematografico e televisivo. Il compito della Gilda e di negoziare e applicare accordi collettivi che stabiliscano un equo compenso per tutti i propri iscritti, assicurare tutela nei confronti di specifiche richieste di lavoro non autorizzato dal contratto, mantenere e ampliare per i suoi membri le opportunità di lavoro.

Nata nel 1933 per eliminare lo sfruttamento dei lavoratori dello spettacolo, la SAG fa parte della Associated Actors and Artistes of America (AAAA), principale associazione che comprende i sindacati Usa più importanti nel mondo dello spettacolo, possiede l’esclusiva sindacale nel settore cinematografico mentre condivide quella di radio, televisione, internet e nuovi media con L’AFTRA (American Federation of Television and Radio Artists) con cui ha in comune 4400 membri. Gli uffici della SAG sono a Hollywood, il presidente è Alan Rosemberg, il segretario Connie Stevens. La quota d’adesione viene applicata in base al reddito del singolo artista, di media ammonta a 58 dollari l’anno, fino ad arrivare alla somma totale di 2.335 dollari, se si decide di pagare in un unica soluzione il totale è di 2.277 dollari.

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Le Grolle della Radio – Stasera su Italia 1

Molti di noi conoscono la Grolla. Trattasi di un oggetto ornamentale tipico dell’artigianato della Valle d’Aosta. Una sorta di contenitore per bevande che le persone si passavano di mano in mano, consolidando quindi simbolicamente un rapporto d’amicizia.

Simbolico quindi è il significato che la grolla assume nel contesto di questo premio, dedicato alla radio. La radio è un settore che se paragonato a tv e cinema, per quanto riguarda i premi, soccombe nettamente. Per questo, traendo ispirazione dalle Grolle d’Oro, uno tra i più antichi premi tradizionali del cinema italiano, vengono create queste nuove grolle dedicate alla radio.

Giungiamo quindi a questa cerimonia di premiazione, tenutasi sabato 11 Ottobre, che potremo rivedere in tv su Italia 1 mercoledi 15 Ottobre alle 23:40. Assisteremo quindi alla ripresa del Premio Casinò di Saint-Vincent per la Radio, registrata al Palais Saint-Vincent.

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