Cartoni animati story – 12 – Devilman

di Redazione 4

Akira Fudo è un ragazzo normale, e tendente alla normalità. Rimane orfano dopo un terribile incidente accaduto ai genitori mentre si trovavano in montagna. La sua vita scorre tranquilla e caratterizzata da una sana inclinazione alla bontà e all’ordine, fino all’inizio della storia di Devilman: tutto è destinato a essere rivoluzionato, il bianco diventa nero e viceversa, i confini tra vita e morte si fanno meno distinguibili.

Akira si fa coinvolgere dal suo amico Ryo in un terribile esperimento. Il padre di Ryo ha fatto una scoperta sconvolgente sulla storia stessa dell’umanità. In realtà prima dell’uomo i Demoni governavano il mondo. Adesso si sono risvegliati dal loro letargo millenario e il loro obiettivo è quello di sterminare il genere umano per riprendersi il loro pianeta.

L’esperimento di Ryo consiste nella creazione delle condizioni ideali per attirare i demoni, un sabba, al fine di fondersi con loro. Solo così, infatti, è possibile affrontare altri demoni. Tuttavia la posta in gioco è alta, si rischia di perdere tutto.


E paradossalmente è proprio la bontà di Akira, il suo senso del dovere che gli fanno scoprire il suo lato più oscuro. Accetta senza troppe esitazioni il suo ruolo, che lentamente si impossessa di lui.

Il destino di Akira è quello di fondersi con il più terribile e potente dei Demoni, il potente Amon. Ha così inizio la storia di Devilman, grande uomo diavolo, come intona la sigla della versione italiana dell’anime. Sarà sempre più difficile per Akira controllare Amon, e ci riuscirà solo grazie all’amore che prova per la dolce Miki.

La serie televisiva di Devilman, il cui titolo originale è Debiruman, prodotta nel 1972 da Toei Animation, è composta da 36 episodi che al tempo mi hanno veramente entusiasmato. L’anime è tratto da un manga del mitico Go Nagai (anche autore e sceneggiatore della serie animata), creatore del grande Mazinga Z, e alcuni aspetti di Devilman, compreso il design del personaggio, in qualche modo ce lo ricordano.

La serie animata, per la cui regia dobbiamo ringraziare Akehi Masayuki,Tomoharu Katsumata e Tokushige Shirane, si presenta con toni meno diretti rispetto al fumetto, anche se siamo in un altro mondo rispetto alle altre serie del tempo. Demoni deformi, violenti e risoluti, disposti a dispensare sofferenza senza soluzione di continuità.

Il protagonista è crepuscolare, diverso dai lucidi robot partoriti dal genio dello stesso Nagai, anche se è dotato di armi analoghe. Il dramma di Akira è il dramma introspettivo di una persona che comincia a strapparsi di dosso il proprio vestito di ipocrisia per accettare delle parti di sè di cui non conosce l’esistenza. La metamorfosi di Akira è un’allegoria della crescita dell’uomo.

Akira domina e accoglie Amon dentro di sè, Amon si ribella e si fa dominare, e difendere l’umanità diventa un “pretesto” per crescere e per conoscersi, per capire come “usare” l’amore, unica guida di Akira nel tunnel oscuro della follia e della disperazione dal quale non uscirà mai.

Il “telos” di tutto è l’accettazione del proprio ruolo, la comprensione del fatto di non poter andare contro la Necessità nella sua accezione più filosofica. Ed è un accettarsi auspicato in chi non riesce ad accettare cose ben meno gravi del condividere l’eternità con un demone.

Ali di là delle tematiche toccate, spiccano riferimenti alla letteratura religiosa e magico/demoniaca. Ci sono anche molti spunti ripresi dall’universo dantesco, e le fattezze di alcuni dei demoni rimandano alle dettagliate descrizioni demoniache lovecraftiane.

Bellissimo anche il manga da cui è tratto Debiruman, chiamato per l’appunto Mao Dante, creato dallo stesso Go Nagai, trovatelo e leggetelo/guardatelo perchè ne vale veramente la pena.

E’ un anime per grandi, anche se credo che anche noi grandi dovremo aspettare eoni prima di vedercelo riproposto in tv. Purtroppo.

Commenti (4)

  1. Era veramente carino, un cartone di altri tempi…stile Ben Bera e Bero…

  2. Bellissimo. Credo che anime così faticheremo molto a vederli in futuro, proprio per le scene dirette molto forti (ma non gratuite o messe lì a casaccio) che però, come hai fatto notare tu, sono il bello di queste opere.

  3. Grande manga sicuramente uno dei + belli e coinvolgenti che siano mai stati creati.Pero’ non ci vedo tanto dramma nel personaggio ma piuttosto una sorta di autocompiacimento per la scoperta della propria malvagità dopo la fusione.Direi quasi una liberazione.

  4. A pensari bene è vero, non ho sottolineato affatto quest’aspetto, specialmente nella parte iniziale Akira si sente esaltatissimo e ha voglia di fare a pugni.. quindi per lui la fusione col demone Amon rappresenta una specie di catarsi!

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