Striscia la notizia: il Gabibbo è un plagio

di Marziano Torresi 3

Dopo aver combattuto maghi, truffatori e nemici degli animali, Striscia la notizia passa per la prima volta dalla parte dei cattivi. E’ il Gabibbo – addirittura il simbolo per eccellenza della trasmissione – l’oggetto che mette Antonio Ricci al pari dei tanti impostori smascherati e messi alla gogna durante i quasi 25 anni di attività del tg satirico.

Partiamo dal principio. Era il 2003 quando l’Osservatorio Antiplagio spinge la Western Kentucky University a fare causa a Mediaset, in quanto il pupazzo genovese non sarebbe altro che una plagio di Big Red, mascotte locale nata da un’idea di Ralph Carey nel lontano ’79. La causa si conclude nel 2007 con una piena assoluzione per l’azienda del Biscione, ma si tratta solo delle quiete prima della tempesta. Nel frattempo Ricci dichiara, e subito dopo ritratta, che effettivamente l’ispirazione per il Gabibbo arriva proprio dal “Grande Rosso” americano.

Stando alla recente sentenza del giudice del tribunale civile di Milano, Paola Maria Gandolfi, il papà di Striscia dovrà risarcire economicamente la controparte per aver utilizzato impropriamente l’immagine di Big Red. Mediaset a tal proposito ha diramato un comunicato in cui spiega di voler ricorrere in appello contro la sentenza. Ah, la foto a inizio post appartiene a Big Red.

Commenti (3)

  1. Mah, mi pare che tutti i pupazzi di gommapiuma e pelouche si assomiglino… Muppet, Gabibbo e pupazzetti senza nome che si trovano nell’uovo di Pasqua hanno tutti la faccia tonda, la bocca grande e il corpo morbido.

  2. a parte che ci sono 100000 pupazzi simili, tutti di colore rosso e ciccioni… vorrei ricordarvi che il gabibbo non è solo un pupazzo, ma un vero eroe che non si limita ad animare delle partitelle di basket, ma a denunciare le ingiustizie e a difendere la verità.

    1. @Vincenzo B.: e questa da dove ne uscita dai baci perugina? difende le ingiustizie che fanno comodo a loro come è stato sempre palesemente chiaro

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