Quarto Grado intervista Amanda Knox in esclusiva

di Salvatore Salamone Commenta

Amanda Knox ha rilasciato la sua prima intervista ad una tv italiana e l’ha fatto a “Quarto Grado”. La versione integrale dell’intervista – che vi anticipiamo brevemente nell’articolo – andrà in onda questa sera, venerdì 20 settembre, in prima serata su Rete 4.

«Se fossi condannata, sarebbe un’esistenza terribile e scappare non sarebbe vita» – afferma Amanda Knox – «e non voglio che qualcuno punti il dito indicandomi come un’assassina. Ma non temo la condanna: so che è possibile un verdetto giusto. Mi aspetto l’assoluzione».

«Mi ha condannata il giornalismo da tabloid, che ha focalizzato l’attenzione delle persone su cose irrilevanti e non vere. Tra le accuse più offensive che ho ricevuto, ricordo ‘gatta morta’, ‘luciferina’, ‘demone’, ‘strega’. Mi hanno accusata di avere uno spirito maledetto e di essere posseduta, di manipolare le persone, di essere fissata con il sesso e la violenza».

 

«Questo sistema contro di me – prosegue – è nato per giustificare il lavoro della giuria. Altrimenti, come si spiegherebbe che una ragazza normale uccida brutalmente un’amica?».«Tornata a casa speravo di essere più felice di come sono. Negli ultimi mesi di carcere immaginavo che ansia, tristezza e rabbia si sarebbero sciolti, che sarei tornata a una vita felice, che non sarei stata sempre triste…».

«In questi quattro anni di persecuzione, ora sei, ho conosciuto solo questa realtà. Ogni cosa che vivo è il riflesso di ciò che ho imparato in Italia», afferma Amanda Knox. «In Italia ho imparato cose brutte: ad avere paura ed a non fidarmi delle persone».

 

«Raffaele ed io abbiamo vissuto un incubo insieme. Mi fido tantissimo di lui: è gentile, intelligente, vero. Una brava persona, su cui posso contare. Gli sono grata e sono fiera di lui, perché ha fatto la cosa giusta».

«La nostra relazione», spiega la giovane, «non è amore: siamo soldati che hanno attraversato una guerra. Siamo uniti e possiamo fidarci l’uno dell’altra. Ma sono molto triste per lui: è sempre solo».

«Penso sempre a Meredith: vorrei andare sulla sua tomba con la sua famiglia, ma non voglio invadere un posto intimo come quello, se loro non mi accolgono. Voglio che i Kercher capiscano che sono innocente».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>