Paolo Bonolis: “L’Eredità è tv di abitudine. Sto pensando a un programma di divulgazione divertente”

di Redazione Commenta

Le ferie si avvicinano per Avanti un altro. Paolo Bonolis, intervistato dal Corriere della sera, ha fatto il punto della situazione del preserale firmato Canale 5. Il conduttore ha messo da parte la modestia e ha definito il quiz un vero successo che non ha nulla a che vedere con la ripetitività del competitor L’Eredità:

È un successo enorme. Mi piace che sia un prodotto nostro, nato da un’idea creativa priva di antenati, e con questo intendo dire che non è un format acquistato. Non c’era un prodotto simile e lo abbiamo confezionato sulle nostre corde. Stiamo andando benissimo in un territorio difficilissimo come quello del preserale dove la televisione è inerziale, ossia una tv di abitudine, e l’abitudine dei nostri dirimpettai era fortissima, con ascolti pazzeschi. Eppure sono due edizioni dove siamo riusciti ad andare spesso sopra di loro, pur con un traino inferiore al loro e con un carico pubblicitario che è due terzi in più rispetto al loro. È una trasmissione che ci corrisponde priva di qualunque ortodossia. Ha i suoi paletti di meccanismi precisi, ma il contenuto racconta qualcosa che in tv si vede molto raramente, cioè un universo parallelo, un mondo nel quale prevale la fantasia, l’anarchia delle regole, la voglia di non recitare il mantra televisivo classico.

In quanto alle altre produzioni televisive, Bonolis dice di aver apprezzato molto X Factor:

Mi ha sorpreso la qualità realizzativa di X Factor. È un genere che non mi piace, ma è fatto veramente bene con qualità, cura e attenzione, in una splendida confezione. Una qualità insolita per la nostra televisione.

Dopo la chiusura de Il senso della vita, Bonolis continua a sognare un programma di divulgazione divertente:

Sto pensando all’idea di un programma di divulgazione divertente. I documentari sono appassionanti, però non si ride mai. Il mantra didattico ti ipnotizza ma non ti lascia niente dentro soprattutto se di fronte hai un pubblico giovane. Credo invece si possa raccontare e stupire lasciando a chi ascolta la possibilità di divertirsi.

Tornando alla tv di abitudine citata da Bonolis… nel pacchetto è compreso anche Ciao Darwin?

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