Lucignolo, intervista esclusiva all’unico operaio cinese che ha denunciato il capo

Lavorava 18 ore al giorno, per la misera paga di 1 euro e 40 per ogni ora di lavoro. Questa è la drammatica testimonianza di Jan (il nome è di fantasia per tutelare il suo anonimato) l’unico degli operai cinesi sfruttati a Prato, che ha avuto il coraggio di denunciare alle autorità lo sfruttamento subito da parte del suo titolare, il padrone cinese, di un’azienda di confezioni. Lucignolo l’ha intervistato in esclusiva, ecco qualche anticipazione.

L’intervista andrà in onda solo a gennaio, in prima serata, ma in questi giorni i tg Mediaset hanno dato qualche anticipazione:

“Non potevo uscire dallo stabilimento. La porta era chiusa, era molto caldo, c’erano tantissimi scarafaggi che si arrampicavano sui nostri letti”.

 

Jan ha perso una mano, rimasta intrappolata in un macchinario, mentre stava lavorando. L’uomo racconta così quell’episodio:

“La mano fumava. Non sentivo dolore all’inizio ma la carne veniva su. Si era sollevata”.

 

Aiutato dall’Assessorato all’Integrazione del comune di Prato, ora Jan vive lontano, in una comunità. Il suo titolare è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione, pochi giorni dopo la tragedia di Prato in cui hanno perso la vita sette persone. Ai suoi connazionali che ancora lavorano in quelle condizioni Jan dice:

“Voglio dire di non aspettare che succeda un altro incidente. Devono avere coraggio. Denunciate il vostro capo cinese”.

 

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