Karol, un uomo diventato Papa su Canale 5

di Redazione 3

In occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II (che si svolgerà a Roma il primo maggio), Canale 5 ripropone Karol, un uomo diventato papa, la fiction in due puntate prodotta nel 2004 dalla Taodue di Pietro Valsecchi, tratta dal libro Storia di Karol di Gian Franco Svidercoschi, sceneggiata e diretta da Giacomo Battiato, dedicata alla vita del futuro Papa Karol Wojtyla.

Il cast internazionale annovera: Piotr Adamczyk (Karol), Malgorzata Bela (Hania), Raoul Bova (Don Tomaz Zaleski), Hristo Shopov (Julian Kordek), Ennio Fantastichini (Nowak), Matt Craven (Hans Frank), Ken Duken (Adam), Violante Placido (Maria), Olgierd Lukingaszewic (il padre di Karol), Kenneth Welsh (Prof. Wojcik), Mateusz Damiecki (Wiktor Milosz) e Radoslaw Pazura (Pawel).

Dopo il salto trovate le sinossi delle due puntate (in onda stasera e sabato prossimo alle 21.10 su Canale 5), alcune curiosità e una ricca galleria fotografica.

PRIMA PUNTATA

Nel 1939 Karol Wojtyla ha quasi vent’anni e frequenta l’Università a Cracovia dove si è trasferito con il padre dalla sua cittadina natale, Wadowice. Quand’era adolescente aveva perduto madre e fratello maggiore.
Nel settembre di quello stesso anno, Hitler invade la Polonia.
Karol e il padre, come tanti polacchi in quel momento, si dirigono verso est, verso la parte del Paese ancora libera, con l’intento di arruolarsi nell’esercito che si sta riorganizzando per rispondere all’invasione nazista. Un esodo doloroso, seminato di morte, con le prime notizie della persecuzione iniziata contro gli ebrei.
Karol è angosciato per il destino dei suoi amici ebrei e anche per quello di Hania, la sua amica più cara, compagna di studi che condivide con lui la passione per il teatro. Hania ha lasciato Cracovia per Wadowice proprio per essere vicina alle amiche ebree rimaste sole quando gli uomini sono partiti per arruolarsi.

Karol inizia, lungo questo viaggio, l’esperienza della sofferenza, del male che gli esseri umani sono capaci di infliggere ai propri simili.
I sopravvissuti dell’esodo arrivano al fiume San dove sperano di ritrovare, liberi, quello che resta della loro patria e del loro esercito. Scoprono invece che l’armata rossa, dopo il patto Hitler-Stalin, ha attaccato e invaso la Polonia che era ancora libera.
A Karol e a suo padre, sofferente e malato, non resta che tornare nella Cracovia occupata.
Nel castello di Wawel a Cracovia, si è insediato Hans Frank, colto e psicopatico governatore generale nazista della Polonia.
Karol assiste al discorso violento, antislavo, di Frank quando fa riunire il corpo docente nell’Università di Cracovia per poi arrestare in massa i professori e farli deportare. E’ in atto non soltanto la distruzione del Paese, ma anche delle sue radici, della sua cultura e della sua lingua.
Karol è legato da grandissima amicizia a un sacerdote, Tomasz, che lotta per salvare ebrei e perseguitati, un esempio di grande spirito umano e di dedizione.

Karol vede con i propri occhi la tragedia del ghetto di Cracovia e Hania gli porta testimonianza di quello che ha vissuto a Wadowice: la persecuzione e la deportazione ad Auschwitz degli ebrei della loro città.
Grande è lo stupore di Karol quando vede don Tomasz confessare un ufficiale tedesco; chiede a Tomasz come si possa dare l’assoluzione a chi sta calpestando ogni diritto umano. Scoprirà sulla propria pelle la forza del lavoro spirituale dell’amico: proprio un ufficiale tedesco, il capitano Macke, che si confessa regolarmente con don Tomasz, lo salva quando un camion militare lo investe e lo lascia quasi senza vita sul ciglio della strada.
Quando Macke sarà messo di fronte a una scelta che gli ripugna, si farà fucilare piuttosto che continuare a servire Hitler.

Intanto Karol, per salvarsi dalla deportazione a cui i giovani slavi sono destinati, trova lavoro in una cava, dove conosce Nowak, un operaio socialista. Tra i due nasce subito una singolare amicizia.
Dopo il lavoro Karol, insieme ad Hania, si impegna nel teatro clandestino che vuole tenere viva la lingua e la cultura polacca.
Con il passare dei mesi, molti compagni e amici di Karol muoiono combattendo nella resistenza.
Don Tomasz, proprio per le sue azioni contro il nazismo, per aver affrontato e sfidato la follia di Frank, viene ucciso.
Karol è sempre più solo. Soltanto Hania, l’amica di sempre, gli è vicino quando gli muore il padre.
Durante una rocambolesca fuga, per sfuggire ad una retata delle SS, Karol conosce Jan Tyranowski, sarto di professione, un mistico che comprende subito il dibattito interiore dell’animo di Karol e lo metterà sulla strada della vocazione.

Karol dirà che la sua decisione di diventare sacerdote è maturata nella partecipazione del dolore… nel teatro orrendo di quegli anni… nel sacrificio di tanti uomini e tante donne della sua generazione… nella lettura di San Giovanni della Croce che il sarto gli aveva fatto conoscere.
Lo scopo del suo sacerdozio, dunque della sua vita, sarà quello di essere un uomo per gli altri, di difendere la dignità di ogni essere umano, chiunque e dovunque sia.
Hania, innamorata di lui, si ribella e soffre per la decisione di Karol. Ma la scelta è fatta, il suo destino si compie.

I russi sono alle porte di Cracovia, i nazisti in rotta.
Il 1° novembre 1946, Karol viene ordinato sacerdote.

In un ufficio del Ministero della Sicurezza Pubblica -l’ufficio del Quinto Dipartimento che dovrà lottare contro la Chiesa e la Religione-, i sovietici stanno insediando Julian Kordek, due occhi profondi, intelligenti, pericolosi. E’ lui l’uomo che si prepara a scontrarsi con Wojtyla, quel prete che dice di sé in una poesia: “Sono un giovane volto, scolpito nelle rocce dei Tatra… Possa un campo di grano crescere dalla mia giovinezza maturata nelle speranze e nel dolore…”

SECONDA PUNTATA

Sono passati non molti anni dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale e Karol Wojtyla è poco più che trentenne.
Sovietici e governo polacco stanno imponendo lo stalinismo a durissimi costi di libertà, di soprusi, di violenze.
Il cardinale Stefan Wyszynski, Primate della Polonia, non vuole riconoscere la totale subordinazione della Chiesa al potere comunista.
Wyszynski viene arrestato, il “Tygodnik Powszechny”, una delle più importanti pubblicazioni cattoliche e rifugio letterario di Wojtyla, viene chiuso. Altri sacerdoti e attivisti cattolici vengono arrestati e alcuni di essi condannati a morte.
Karol viene incaricato dell’insegnamento di Etica all’università di Lublino, l’unica università cattolica tollerata dal regime.
Karol, cercando di opporsi all’arresto del parroco di San Floriano, incontra Julian Kordek. Sarà il suo grande antagonista. L’uomo intuisce la pericolosità di quel prete che non ha paura. Quel “prete ” diventa la sua ossessione. Kordek mette alle costole di Karol un suo uomo, Adam, studente di storia dell’arte.
Adam fa amicizia con Karol e stringe una relazione sentimentale con Maria, una studentessa del corso di Etica.
Adam segue Karol come un’ombra, installa microspie per controllare la sua vita, i suoi discorsi, anche le sue confessioni…
Intanto Karol reagisce all’ondata di repressione cercando di far crescere una nuova leva di giovani studenti nel culto della libertà, della verità e del rispetto della dignità umana.

Hania, la grande amica di Karol, ha sposato un giornalista e aspetta un figlio. Ma, a causa dello spirito combattivo del marito, la loro vita è diventata un inferno: niente lavoro, terra bruciata attorno, minacce di morte. Decidono di emigrare clandestinamente in America, come migliaia di loro concittadini in quegli anni. Attraverso le lettere, Karol seguirà il loro destino.

Karol, in abiti civili (è proibito, ai sacerdoti, uscire dalle loro sedi canoniche in compagnia dei giovani), organizza gite in montagna con i suoi studenti e studentesse dove si può discutere di tutto, di politica come di amore.
E Maria si sta sempre più innamorando di Adam, che la vuole ma finge amore al solo scopo di poter restare accanto al ” prete ” e riportare le sue parole e le sue azioni a Julian Kordek.
Intanto, in seguito ai fallimenti dei piani economici del regime e come prima conseguenza della mancanza di libertà e di cibo, scoppia a Poznan una rivolta operaia. Nowak, l’amico e compagno operaio di Karol, è in prima linea con gli scioperanti. L’esercito fa fuoco provocando una carneficina.
Nowak, ferito, sopravvive.

Sotto le pressioni popolari, il nuovo governo libera Wyszynski. Il Primate polacco è considerato un eroe dalla sua gente, un sacerdote che è sempre stato sulle barricate. Kordek controlla Wyszynski come controlla Wojtyla.
Il potere però teme Wyszynski ma non considera Wojtyla pericoloso, non lo ritiene un uomo politico, ma semplicemente uno studioso con tendenze mistiche e passione per l’insegnamento e la cultura. Quindi innocuo. Dunque, i sospetti ossessivi di Kordek sono, per i suoi capi, puro delirio.
Quando il vescovo Wojtyla si presenta inaspettatamente nella sede del partito comunista di Cracovia per ottenere la restituzione di almeno una parte di uno stabile dove aveva sede il seminario, Kordek si domanda perché abbia voluto varcare, primo Vescovo polacco a farlo, la soglia della sede del partito comunista. Invano Kordek mette ancora in guardia il potere quando i suoi superiori autorizzano l’elezione di Karol Wojtyla a Arcivescovo di Cracovia.

Wojtyla, a Roma per seguire i lavori del Concilio Vaticano II, inizia i suoi discorsi “forti” sul rinnovamento della Chiesa. A Roma, inaspettatamente, ritrova il suo amico ebreo Jerzy che credeva morto e che è sopravvissuto alla guerra, lui solo di tutta la sua famiglia. Il loro incontro fa rivivere, in un abbraccio, il passato doloroso…

Adam e Maria continuano la loro storia d’amore, o meglio, Maria ama Adam mentre lui, incapace di amare, seguita a recitare la parte dell’innamorato per poter spiare Wojtyla. Non riesce però a sventare in tempo il sostegno di Wojtyla agli operai di Nova Huta, la città “nuova per l’uomo nuovo, un uomo che non ha più bisogno di Dio”: più di duecentomila abitanti e nessuna chiesa.
La notte di Natale, Wojtyla va a celebrare la messa ai piedi di una gigantesca croce innnalzata dagli operai. Kordek manda l’esercito e la polizia, nel tentativo di far sgomberare la folla, pronto a far sparare e a zittire Wojtyla. Ma il tentativo fallisce miseramente. I soldati non sparano.

Adam è toccato dalla forza di Karol, dalla sua straordinaria energia, dalla disponibilità al dialogo e dai suoi stessi messaggi di verità e di pace, ed è anche infine toccato dall’amore incondizionato di Maria. Confessa a Karol il proprio ruolo di spia. Karol non soltanto lo perdona ma lo stringe in un abbraccio di amicizia e di stima per il coraggio di confessare e cambiare. Adam sposerà Maria; non diventerà un uomo di fede ma un combattente per la verità e per la giustizia nel suo ambiente universitario. Pagherà duramente di persona.

Siamo nel 1978: dopo solo 33 giorni di pontificato muore Giovanni Paolo I°.
Karol parte da Cracovia per il Conclave; ha con sé una piccola valigia, conta di rientrare dopo pochi giorni, ha molti impegni in sospeso…

Curiosità: le musiche sono state composte, orchestrate e dirette da Ennio Morricone; i costumi sono stati creati da Malgorzata Zacharska; alla fiction hanno collaborato il Cardinal Roberto Turci e Monsignor Pawel Ptasznik; il film è stato posto sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica; le due parti del film tv furono trasmesse da Canale 5 il 18 e il 19 aprile 2005.

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