Home » Perché vale la pena andare a vedere “L’Agente Segreto” in questi giorni

Perché vale la pena andare a vedere “L’Agente Segreto” in questi giorni

Il cinema brasiliano vive un momento di straordinario splendore grazie a “L’Agente Segreto“, l’ultima fatica del regista Kleber Mendonça Filho. In arrivo nelle sale italiane il 29 gennaio 2026, distribuito da Minerva Pictures e Filmclub Distribuzione in collaborazione con Rarovideo Channel, il film si presenta non solo come un’opera cinematografica di altissimo livello, ma come una potente riflessione politica e morale sulle ferite mai rimarginate della dittatura militare.

L’Agente Segreto

I punti di forza del film “L’Agente Segreto”

Ambientato nel 1977, nel pieno del regime repressivo, il racconto segue Armando, un ex professore di mezza età dal passato nebuloso. Interpretato da un monumentale Wagner Moura, Armando approda a Recife durante il caos vibrante del Carnevale. La sua speranza è che il clima di festa possa garantirgli l’anonimato necessario per riabbracciare il figlio Fernando.

Tuttavia, la città si rivela presto una trappola: il sospetto di essere pedinato si trasforma in una minaccia tangibile, costringendo il protagonista a fare i conti con gli echi di un passato che non ha mai smesso di dargli la caccia. Il film nasce da una profonda urgenza civile. Come dichiarato dallo stesso Moura, la genesi dell’opera è strettamente legata al clima politico recente del Brasile.

La fine dell’era Bolsonaro ha agito da catalizzatore, permettendo al regista e all’attore, amici da oltre vent’anni, di esplorare liberamente le atrocità del 1977. Ambientare la storia durante la dittatura è stato un atto necessario per denunciare i crimini di un’epoca in cui gli oppositori svanivano nel nulla, lasciando le famiglie in un limbo di dolore e incertezza. Attraverso la figura di Armando, il film celebra la resistenza morale di chi rimane fedele ai propri valori anche quando la realtà circostante viene distorta o negata.

Il percorso critico de “L’Agente Segreto” è stato trionfale sin dalla première mondiale al Festival di Cannes, dove ha ottenuto il Premio per la Miglior Regia e il Premio per la Miglior Interpretazione Maschile, oltre al prestigioso riconoscimento della critica internazionale FIPRESCI. Parliamo quindi di una pellicola di un certo spessore che siamo sicuri sarà ben apprezzata anche nel nostro Bel Paese. Il successo è proseguito ai Golden Globes 2026, dove la pellicola ha vinto come Miglior Film in lingua non inglese. Wagner Moura è entrato nella storia come il primo brasiliano a trionfare nella categoria Miglior Attore Drammatico.

Con un cast d’eccezione che include Maria Fernanda Cândido e il compianto Udo Kier, il film si proietta ora verso la notte degli Oscar, dove gareggia come favorito per il Miglior Film Internazionale, consolidando il suo status di capolavoro assoluto del 2026.

Lascia un commento