Ramayan, una serie tv in grado di cambiare un Paese intero

di Daniele Pace Commenta

Chi non conosce quella serie tv che riuscì a cambiare addirittura l’India alzi la mano. Il riferimento è ovviamente verso Ramayan, una serie tv che venne trasmessa tra il 1987 e il 1988. Si tratta di una delle serie tv più famose di tutti i tempi e ha dato un enorme contributo allo sviluppo del nazionalismo di carattere indù.

Ramayan portò alla rinascita del nazionalismo indù

Questa incredibile serie tv si caratterizza per poter contare sulla bellezza di 78 episodi, da 45 minuti ciascuno. A scrivere questa soap è stato nientemeno che Ramanand Saga e, come è stato messo in evidenza in un articolo che è apparso sulla BBC, con il passare del tempo ha avuto un ruolo di assoluto primo piano e rilevanza per la rinascita del nazionalismo indù.

Una serie che è stata trasmessa per un periodo molto lungo, pari a ben 18 anni. In che giorno? Solo e rigorosamente la domenica mattina sull’unico canale pubblico in India, che risponde al nome di Doordarshan, riuscendo a raggiungere un picco di ascolti mai visto in precedenza. Gli episodi più visti di questa serie tv sono stati in grado anche di toccare la pazzesca quota di 100 milioni di telespettatori.

Questa serie riuscì a mettere le mani su un tale livello di popolarità che addirittura, nel momento in cui venivano trasmesse in televisione le diverse puntate, un Paese intero finiva per bloccarsi. Era tutta l’India che si fermava di fronte al televisore per potersi gustare ogni singolo episodio. Strade vuote, i negozi che facevano a gara per chiudere più in fretta possibile e pure i mezzi di trasporto che si bloccavano per 60 minuti.

Un fenomeno impressionante

Insomma, per tanti indiani, la visione di Ramayan, in compagnia oppure semplicemente a casa, era diventato una sorta di vero e proprio rito. Per un gran numero di induisti, ammirare in tv Ramayan era come recarsi al tempio, visto che ci si vestiva in modo elegante, venivano bruciati incensi e si pregava davvero di fronte al televisore. Per non parlare del modo in cui venivano venerati gli attori, quasi come se fossero delle vere e proprie divinità.

Basti pensare come le persone erano solite pure addobbare gli stessi televisori con delle ghirlande di fiori e mettevano sui display i classici tika, ovvero i segni rossi che caratterizzano, dal punto di vista rituale, la religione dell’induismo. Un vero e proprio fenomeno culturale di massa, che riuscì a riportare l’induismo nelle case degli indiani.

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