Documentario su Stefano Cucchi, 148 – Stefano mostri dell’inerzia

di Valentina Petulla 1

In un Paese dove lo Stato non sbaglia mai e se lo fa difficilmente chiede scusa, la risoluzione del processo sul caso Cucchi fa male quanto uno schiaffo a mano aperta. In occasione della sentenza di primo grado sulla morte di Stefano Cucchi, in un processo durato quattro anni, dove gli infermieri  sono stati  assolti con formula piena assieme agli agenti penitenziari e  dove i medici sono stati condannati ma la loro pena sospesa, stasera alle 22.20,  La7  trasmetterà il documentario  148 Stefano – Mostri dell’inerzia.

 

 

Scritto e diretto da Maurizio Cartolano, da una idea di Giancarlo Castelli, il film, incentrato sulla vicenda di Stefano Cucchi, fu presentato per la prima volta il 2 novembre 2011 al Festival Internazionale del Film di Roma e stasera andrà in onda.  Il regista ha dichiarato:

 

Qualcuno che rappresenta ed agisce per conto dello Stato ha imbavagliato Stefano. Ancora oggi questo bavaglio è stretto e noi con il nostro lavoro, vogliamo provare a sciogliere quel nodo e ci auguriamo che ciò accada. Non è un caso di malasanità e non possiamo accettare che cali il silenzio e l’omertà anche su questa vicenda, come su tante altre.

 

Il 22 Ottobre del 2009 Stefano, arrestato per droga e detenuto in custodia cautelare,  muore a 31 anni  nel Reparto di medicina dell’Ospedale Sandro Pertini di Roma,  6 giorni dopo il suo arresto. Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici, gli agenti penitenziari che portarono Stefano all’ospedale e per i quali l’accusa era di lesioni personali e abuso di autorità, vengono poi assolti con una formula che richiama l’ insufficienza di prove. In quei sei giorni Stefano, già in gravi condizioni per i pestaggi subiti precedentemente, viene dimenticato da medici e infermieri e lasciato morire solo, senza dignità e diritti.

 

Stefano è la 148ma vittima che perde la vita a causa dell’omertà dello stato italiano: questo documentario è un tentativo di  denuncia della verità, che prende forma nel racconto delle numerose e diverse testimonianze che nel documentario si susseguono. Intanto, ai familiari che hanno perso un figlio senza spiegazioni e a cui è stato detto dai medici accusati durante il processo, Stefano Cucchi è morto per colpa sua,  fa male la democrazia di un’Italia dove nessuno osa prendersi le sue responsabilità. sembra che l’unica vera  definizione sulla vicenda  sia quella dell’avvocato di Stefano, Fabio Anselmo: questa è una sconfitta dello Stato.

 

 

 

 

 

 

 

 

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