Claudio Brachino, sospeso dall’ordine dei giornalisti per il servizio su Mesiano, parla di condanna politica

Claudio Brachino, direttore responsabile di Videonews, è stato sospeso per due mesi dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia a causa del servizio trasmesso a Mattino Cinque, dedicato a Raimondo Mesiano, che descriveva i comportamenti “stravaganti” del giudice che aveva condannato Fininvest a risarcire la Cir 750 milioni di euro. L’ordine ha comunicato (fonte Repubblica.it):

Brachino è stato sanzionato per aver messo in onda un servizio filmato contenente “immagini diffuse in violazione dell’art. 2 della Legge istitutiva dell’Ordine, la n. 69 del 3 febbraio 1969 nonché degli art. 137 Dlgs 196/2003 e 6 del Codice deontologico”.

Secondo l’ordine il servizio che ha vietato le leggi deontologiche e la violazione della privacy è stato trasmesso:

Caso Mesiano, Mediaset contro servizio de Le Iene che ricorda falso scoop del 2001

Torniamo ad occuparci del caso Mesiano – Claudio Brachino. Dopo il mea culpa in diretta (con successivo contrattacco) del giornalista Claudio Brachino, lo stravagante scoop di Mattino Cinque sul giudice, che ha stabilito in 750 milioni di euro il risarcimento che la Fininvest dovrà pagare alla Cir di De Benedetti, è di nuovo al centro di polemiche.

Questa volta ad irritare il consiglio di irritazione di Mediaset è stato un servizio de Le Iene che ha accostato uno stravagante scoop di Studio Aperto, datato 2001 (ancora Brachino protagonista), che testimoniava il problema criminalità a Milano, spacciando per veri una serie di scippi finti, con quello di Mesiano (video dopo il salto):

Sono falsi e pretestuosi gli attacchi di alcuni giornalisti del Gruppo ai rappresentanti sindacali. Esprimiamo preoccupazione per le violenze e le minacce subite quasi quotidianamente dalla collega Annalisa Spinoso e per l’attacco inaccettabile del programma Le Iene al direttore Claudio Brachino.

Claudio Brachino si scusa con Mesiano e si difende dalle accuse, video

Claudio Brachino si è scusato per lo stravagante servizio sul giudice Mesiano andato in onda qualche giorno fa: il giornalista all’interno di Controcanto, la rubrica di Mattino Cinque (il video dopo il salto), ha prima contestato gli insulti ricevuti e accettate le critiche, poi, invece di andare a braccio ha iniziato:

Chi mangia fa molliche, dicevano i vecchi giornalisti. Questo significa che tra i tanti servizi trasmessi da una testata, ci si concentra su quelli un po’ più sfortunati. E il servizio andato in onda giovedì scorso sul giudice Mesiano non appartiene di certo alla categoria dei capolavori. Di questo me ne assumo come direttore tutte le responsabilità. Sul merito di un singolo servizio si può discutere all’infinito. Questo fa parte della libertà di critica come fa parte della libertà di stampa criticare un magistrato. Se alcuni termini usati nel testo hanno offeso Mesiano, io mi scuso con lui. A me le scuse non fanno paura. Per me, la sensibilità di una persona viene prima del ruolo sociale e delle discussioni legittime sul diritto di cronaca e del diritto alla privacy. Mi impegno dunque a non trasmettere più quelle immagini, cosa che però dovrebbe fare anche chi indignato mi critica e che indignato le ritrasmette in continuazione, dalla Sky di Murdoch a Raitre, trasformando il rimedio in qualcosa di più grave, secondo me, della malattia.

Rispondendo alle accuse di strumentalizzazione, Brachino aggiunge:

Mattino Cinque definisce il giudice Mesiano stravagante, insorgono Anm e Fnsi

Ieri Mattino Cinque, il contenitore di Canale 5 condotto da Federica Panicucci e Claudio Brachino, ha mostrato in esclusiva i comportamenti del giudice Raimondo Mesiano. Molti si saranno chiesti chi è costui, perché è così importante fare uno scoop sulla vita privata di questo magistrato. Semplice: il signor Mesiano è colui che due settimane fa ha condannato il gruppo Fininvest a risarcire alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro.

Il filmato (che potete vedere dopo il salto) commentato da una voce fuori campo dice, senza specificare nulla, ma solo alludendo:

Alle sue stravaganze in realtà siamo ormai abituati.