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  • 20
  • nov

Vigilanza Rai, mentre è sfida per la presidenza tra Sergio Zavoli e Riccardo Villari, scoppia il caso Latorre. Video del pizzino a Bocchino

Di Diego Odello, in L'inchiesta.


Povera Italia: mentre chi è stato eletto presidente della vigilanza Rai senza il benestare della sua coalizione, Riccardo Villari, continua a occupare l’alta carica, che controlla la televisione di stato, vanno in onda, in diretta su La7, altre dimostrazioni di inciucio tra la maggioranza e parte dell’opposizione (dopo il salto il video di Striscia la notizia).

Andiamo con ordine e parliamo della situazione di Villari: l’onorevole visto che è stato leggitimamente eletto presidente, prende tempo pur di non lasciare la poltrona su cui è seduto. Eppure non è così difficile come situazione: o segue le decisioni del suo partito, che lo vuole dimissionario, per sostituirlo con l’autorevole e giovanissimo Sergio Zavoli, 85 anni (la famosa Italia che crede ai giovani), oppure inizia a fare il suo lavoro e vigila sullo schifo che c’è in Rai.

Il problema è che il potere fa gola a tutti e quando ti guadagni un posto al sole, magari prima di lasciarlo, anche se l’hai avuto grazie ai tuoi rivali politici, ci pensi due volte. Fra smentite e conferme oggi dovrebbero arrivare le dimissioni di Villari. Intanto Zavoli, che è un signore, ha detto:

Non ho nessuna comunicazione ufficiale. E la cosa mi pare su un terreno molto scivoloso. Questo Villari non se ne vuole andare. Villari ha avuto un’elezione regolare, ha avuto una maggioranza ed è il presidente della Vigilanza. Se non se ne vuole andare avrà le sue buone ragioni


Intanto i nostri politici continuano a fare bella figura, prima facendosi scoprire mentre inciuciano (la maggioranza con una parte dell’opposizione, si coalizza contro l’Italia dei valori), poi come se fossero alle elementari, facendo lo scarica barile: su La7 è andata in onda la disdicevole scena del senatore del PD Nicola Latorre, che imbocca il suo collega Italo Bocchino del PDL, attraverso un pizzino, su come rispondere alle polemiche di Massimo Donadi dell’Italia dei Valori.

Dopo essere stato scoperto, l’onorevole Bocchino ha detto:

Non c’è Latorre, non so cosa dire. Lei sa che c’è una regola fondamentale nella corrispondenza: solo chi ha inviato il messaggio può rivelarlo e non chi l’ha ricevuto. Ha sbagliato persona. Vada a chiedere a Latorre cosa mi ha scritto.

Che maturità! Il mondo ride di noi e noi, per non deluderli, ogni giorno ci inventiamo qualcosa. Guardate il filmato e, se volete, commentate.




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