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  • 08
  • lug
  • 2008

Recorder: L’uomo da sei milioni di dollari

Di Enrico Nanni, in Recorder.

C’era un tempo in cui, per essere definiti “bionici”, non era necessario chiamarsi Optimus Prime o T800 e sfoggiare una dose, seppur minima, di effetti speciali; c’era un tempo in cui il costo stesso di un simile essere pareva quasi ragionevole, se pure non proprio alla portata del privato cittadino.

Tra una sciocchezza introduttiva e l’altra, filtra in contro luce il nome della serie L’uomo da sei milioni di dollari (titolo originale The Six Million Dollar Man).

La serie è stata proiettata nel suo paese d’origine, gli Stati Uniti, tra il 1974 e il 1978 dalla ABC, ed è composta da 3 episodi pilota e ben 100 episodi suddivisi in cinque stagioni.


Liberamento tratta dal romanzo Cyborg di Martin Caidin, L’uomo da sei milioni di dollari ci propone un protagonista parzialmente bionico, il colonnello Steve Austin (Lee Majors), pilota collaudatore della NASA. Ma perchè è bionico, e perchè lo è parzialmente?

L’origine di tutto è un pò alla Robocop: il colonnello Austin rimane vittima di un gravissimo incidente durante una missione, dalla conseguenze quasi fatali.

Perde infatti le gambe, il braccio destro e l’occhio sinistro, e il suo stato richiede un intervento urgente, e l’uso di un’altissima tecnologia, la più alta che c’è, per rimettere in piedi il nostro eroe.

Sarà l’OSI (Office of Strategic Information) a finanziare tale intervento all’avanguardia, riuscendo a rimpiazzare tutto quello che è compromesso nel corpo di Austin con delle parti bioniche alimentate ad energia nucleare (e, si suppone, ben schermate!).

Il costo dell’intervento ve lo lascio immaginare: esattamente, ben sei milioni di dollari. Da questo momento Steven Austin continua a svolgere missioni per l’OSI, che gli ha sprimentalmente salvato la vita.

L’intervento ha delle conseguenze notevoli sul corpo di Austin, dopo una lunga e sofferta riabilitazione. Egli acquista infatti dei poteri dai suoi nuovi organi bionici : le sue nuove gambe gli permettono di correre come un razzo; il braccio adesso può fare cose sovrumane mentre l’occhio permette adesso modalità visive impedite a quello umano, come l’infrarosso. .

Vediamo quindi Steve impegnato in pericolosissime missioni segrete, nelle quali dovrà dar fondo alla sue innate capacità di sopravvivenza, nonchè alle doti straordinarie del suo nuovo corpo.

I personaggi principali della serie, oltre a Steve Austin sono Oscar Goldman (Richard Anderson), membro dell’OSI, il Dr. Rudy Wells (Alan Oppenheimer) vecchio amico di Austin che lo propone come soggetto sperimentale per l’intervento, Jaime Sommers (Lindsay Wagner).

Sono stati realizzati ben sei film tv basati su Steven Austin, tre prima che la serie giungesse a conclusione e tre “postumi”: The Six Million Dollar Man (1973), Wine, Women, and War (1973), The Solid Gold Kidnapping (17 novembre 1973), The Return of the Six Million Dollar Man and Bionic Woman (1987), Bionic Showdown (1989) e Bionic ever after? (1994).

L’uomo da sei milioni di dollari è stata prodotta da Harve Bennett in associazione con la Universal Pictures; Nel gennaio 1976 è nato, a partire da essa, uno spin-off, il telefilm La donna bionica, con Lindsay Wagner, che ha partecipato insieme a Lee Majors per i tre film TV degli anni 1990.

La sigla italiana finale del telefilm era la canzone Se cantata da Nino Buonocore, anche se nelle repliche che hanno seguito la serie originale è stata rimpiazzata da una più internazionale Orchestral Break.

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Commenti:

E' stato scritto un commento su "Recorder: L’uomo da sei milioni di dollari"

  1. [...] incontro con le icone delle serie televisive anni settanta: Lee Majors alias Steve Austin, L’uomo da sei milioni di dollari e Lindsay Wagner ovvero Jamie Sommers la protagonista de La donna [...]




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