
Come è possibile che un’associazione per delinquere quale è la ndrangheta originariamente e oseremmo dire notoriamente confinata nel sud Italia, riesca a propagarsi anche nelle ricche regioni del nord? A questa domanda ha voluto rispondere la puntata appena andata in onda di Annozero, sulla falsariga delle dichiarazioni di Roberto Saviano che durante Vieni via con me aveva denunciato la collusione dei partiti politici, la Lega in particolare, negli affari sporchi consumati all’ombra della Madunina. Altro elemento su cui sviluppare lo spinoso argomento il libro Metastasi di Gianluigi Rizzo, ospite in studio e Claudio Antonelli realizzato sulle confessioni del pentito di mafia Giuseppe Di Bella.
La redazione del programma ha sguinzagliato gli inviati Stefano Maria Bianchi e Luca Bertazzoni alla ricerca di personaggi, nomi, prove: ammirevole il loro lavoro, la dimostrazione di cosa significhi fare il giornalista sul campo e non dietro una scrivania. Ci si mette la faccia, il rischio di farsi male diviene tangibile, quando si è a contatto con gente in difficoltà di fronte a fatti contro cui può esibire solo sproloqui e minacce, come unici argomenti validi da frapporre alla ricerca della verità. C’è chi grida allo scandalo, addirittura al ritorno dei leninisti: sembra di sentir parlare qualcun altro che noi tutti conosciamo bene. Di certo la mafia si è infiltrata nei Comuni come Desio nella provincia di Monza e Brianza, ha iniziato a gestire il ricco business dei rifiuti nelle cave abusive della Lombardia, trovando una facile sponda proprio in quegli esponenti politici che dovrebbero combatterla.
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Futura padrona di casa di Zelig, a partire da gennaio 2011, Paola Cortellesi ha raccontato le emozioni della vigilia del suo debutto su Canale 5 (Fonte Oggi):
Improvvisare non è il mio mestiere. Devo muovermi dentro un canovaccio, marciare sulle rotaie invisibili di un copione. Altrimenti viene fuori la mia timidezza, mi guardo da fuori, perdo verve. È che non ho mai fatto l’animatrice, non vengo dal cabaret. Anche a Zelig c’è una traccia. Sottilissima, ma c’è: sai da dove parti, dove devi arrivare, quanto devi metterci, ad arrivare. ‘Come’ ci arrivi, non lo so: devo ancora entrare nel meccanismo. Però conto su Claudio Bisio: lui è il re dell’improvvisazione, il pilastro del programma.
La poliedrica artista spende parole di stima per Michelle Hunziker e Vanessa Incontrada, che l’hanno preceduta alla guida del programma comico:
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Oggi per la rubrica recorder voglio parlarvi di una serie televisiva americana andata in onda dal 1996 al 2002: Spin City, ideata da Bill Lawrence & Gary David Goldberg e composta da 6 stagioni e 145 episodi.
Protagonista della sit è il grande Michael J.Fox, che veste i panni di Michael Flaherty, vicesindaco di New York e da sempre amante della politica in tutte le sue sfaccettature. Michael è il braccio destro del sindaco della Grande Mela, Randall Winston (Barry Bostwick), ed inoltre è colui che organizza e regola tutto lo staff composto da Stuart (Alan Ruck), sicuro di diventare il vicesindaco; James Hobert (Alexander Gaberman), il ghost-writer; la modella Nikki Faber (Connie Britton); Paul Lassiter (Richard Kind) addetto alla stampa; Carter Heywood (Michael Boatman), gay che ricopre il ruolo di assistente speciale negli affari delle minoranze; Janelle (Victoria Dillard), assistente amministrativa; Karen (Taylor Stanley) la stagista.
Oltre allo staff interno, e fuori dall’amministrazione di New York, Michael deve vedersela con altri personaggi dalla forte personalità che sono la sua fidanzata giornalista Ashley Schaefler (Carla Gugino) che tra l’altro non è una fan del Sindaco, la moglie del Sindaco, la first lady Helen Winston (Deborah Rush) e dalla quarta stagione con la fredda arrivista Caitlin Moore (Heather Locklear), a capo della campagna elettorale del sindaco.
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Che Il pubblico da casa fosse un flop annunciato (appena 2.341.539 spettatori ed uno share pari al 9,52%) era tangibile già dai primi istanti della diretta. E’ palese che Raiuno stia giocando ampiamente la carta dell’amarcord nostalgico per fidelizzare un pubblico sempre più vasto (basti pensare a I Migliori anni o ai bambini di Ti lascio una canzone alle prese con motivetti del dopoguerra passando per DaDaDa).
Per dare vitalità ad una prima serata ormai morta (e priva di contenuti nuovi), l’azienda di Viale Mazzini ha deciso (toppando clamorosamente) di puntare su una costola di DaDaDa in versione interrativa. Metti una voce fuori campo (Max Giusti in versione Lucignolo), aggiungi un televoto gratuito (solitamente appannaggio di un pubblico giovane), mescola il tutto con sfide tra due temperamenti nettamente contrapposti (i ruvidi ed i teneri) con relative immagini di repertorio per ottenere un mix gradevole ma troppo lungo e ripetitvo per occupare l’intero slot prima del Porta a Porta di Vespa.
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Attenzione fan della Gialappa’s Band: dopo la prima raccolta, che è uscita ad ottobre riscuotendo un enorme successo, a furor di popolo arrivano 10 nuovi imperdibili DVD con il trio più irriverente della televisione e con i numerosi personaggi nati dai loro programmi: Mai dire Story 2.
Da domani (10 dicembre 2010) basterà andare in edicola per la nuova fantastica raccolta in dvd della band più simpatica della Tv. All’interno del cofanetto ci saranno le imitazioni più famose, i provini e il meglio di 10 edizioni di Mai dire GF, nonché l’esordio cinematografico della Gialappa’s Band con il film “Tutti gli uomini del deficiente”, gli inediti come “Parlomat”, “Zelig”, “Mai Dire Web”, “Sensualità a Corte” o Maccio Capatonda e per finire delle chicche introvabili e degli inediti mai visti in tv.
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Raiuno – Don Matteo 7
Serie tv. Perfetta, Tango.
Ulteriori informazioni da Cinetivu.
Raidue – Annozero
Attualità. Titolo
Raitre – Il negoziatore
Film thriller, di F. Gary Gray, con Samuel L. Jackson, Kevin Spacey.
Canale 5 – Chi ha incastrato Peter Pan?
Varietà. Il meglio di questa edizione.
Italia 1 – CSI: Miami
Serie tv. Ottava stagione, ventesimo, ventunesimo e ventiduesimo episodio: L’incendio, Nessuna tracca, Cara Mamma.
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Canale 5 passa il testimone, o meglio, la maglia nera di rete meno apprezzata d’Italia dal Movimento Genitori a Italia 1: nel mese di novembre la rete giovane Mediaset, secondo il Moige, è stata la più contestata e meno gradita a causa di film e programmi non adatti ai più giovani, in particolare My Name is Earl:
Sono copiose le segnalazioni giunte per il telefilm My name is Earl di Italia 1, in cui il tema centrale è sempre e solo il sesso, che hanno evidenziato la volgarità espressa sia nel linguaggio utilizzato che nelle situazioni presentate. Un telefilm assolutamente non adatto alla fascia oraria in cui va in onda, prevalentemente seguita dai ragazzi.
Premesso che il tema centrale della serie non è il sesso (magari gli osservatori dovrebbero seguire meglio ciò di cui parlano), non si può che dare ragione al Moige (che però poteva accorgersene anche ad ottobre …) quando parla di fascia oraria non adatta per la serie dato che, fino allo scorso anno, veniva mandata in onda in terza serata. Non è solo la fiction che ruota attorno alla bizzarra lettura del Karma a penalizzare Italia 1:
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Foto: AP/LaPresse
Antonio Marziale, consulente della commissione parlamentare per l’Infanzia e presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, si è scagliato contro la decisione di inserire lo spot della puntata di Porta a porta dedicata alla vicende di cronaca di Yara e Sarah, durante le pubblicità delle 22.30 del film d’animazione Disney Cenerentola:
L’interruzione di Cenerentola con il trailer di Bruno Vespa sulla puntata di Porta a Porta dedicata alla scomparsa di Yara e Sara è da considerarsi nefastaL’interruzione di Cenerentola con il trailer di Bruno Vespa sulla puntata di Porta a Porta dedicata alla scomparsa di Yara e Sara è da considerarsi nefasta. Non è ammissibile che una delle sempre più rare occasioni di intrattenimento dedicate ai bambini e alle famiglie debba essere funestata da uno spot inquietante, intitolato ‘Chi protegge i nostri figli?’, un condensato di pochi secondi ad effetto in grado di generare apprensione tra i minorenni e gli adulti intenti a seguire il capolavoro disneyano. Esistono leggi, per la verità alquanto ambigue che suggeriscono addirittura il divieto di messa in onda di spot pubblicitari durante i cartoni animati, ma laddove non arriva la legge dovrebbe sopraggiungere il buonsenso, la cui latitanza costituisce un segnale di deriva etica che nuoce gravemente alla salute del servizio pubblico radiotelevisivo. Sarebbe indispensabile conoscere dal presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, on. Sergio Zavoli, la differenza che intercorre tra servizio pubblico ed emittenza privata.
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