Pierfrancesco Favino rifiuta il premio del Romafictionfest

Colpo di scena al Romafictionfest: ieri sera, durante la premiazione della Fiction Italiana Edita, Pierfrancesco Favino, vincitore come migliore attore di una miniserie televisiva, per la sua interpretazione in Pane e libertà, si è rifiutato di ritirare il premio.
L’attore ha spiegato che il rifiuto è in polemica con il ministro Bondi per il mancato reintegro del Fondo unico per lo spettacolo e ha assicurato che lo ritirerà non appena il FUS sarà ristabilito.
Francesco Gesualdi, presidente della Fondazione Lazio per lo sviluppo dell’audiovisivo, ha commentato (fonte Adnkronos/Ansa):
Un gesto forte, ma misurato ed equilibrato, apprezzato anche in sala. Quello che sta succedendo al comparto cinema e televisione, con il governo che taglia il Fus, è qualcosa di molto preoccupante. Il governo, tagliando il Fondo mina nelle fondamenta l’industria dell’immaginario.
Il presidente Gesualdi ha proseguito:
Già da ora invitiamo Favino a ritirare il Premio, sapendo che noi sempre più investiremo risorse per il cinema e la televisione e ci impegneremo perché le altre regioni seguano il nostro esempio. La regione Lazio da ben 4 anni è in controtendenza, individuando come priorità assoluta una politica di sostegno al distretto dell’audio visivo che è il più importante in Italia. Anche perché l’industria del settore costituisce un asset fondamentale per la ripresa del nostro Paese.
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[...] Dopo il premio rifiutato da Pierfrancesco Favino e l’appello lanciato dall’associazione dei 100 autori durante il gala di chiusura del Romafictionfest 2009, gli autori, gli attori, i registi e i lavoratori del mondo del cinema, della televisione e del teatro si sono radunati ieri in piazza Montecitorio a Roma, per protestare contro il taglio di 82 milioni di euro del FUS, fondo unico per lo spettacolo (Si legge nella nota:”Siamo tanti, più di 200.000, in larga parte precari, intermittenti, non tutelati in materia di diritti e garanzie sociali. Siamo i lavoratori dello spettacolo. Da oggi una categoria in via di estinzione. Perché lo stato italiano investe per il nostro settore quindici volte meno di quello che fanno gli altri Stati Europei“), che passa da 460 milioni di euro del 2008 a 378 milioni del 2009 (Foto La stampa). [...]
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